Il percorso · tappa 5 di 7

La mappa.

Cosa vive il tuo cliente dal sì al passaparola.

La giornata del disegno. Al tavolo, con le persone che erogano il servizio davvero. Carta, pennarelli, niente schermi. Si disegna il percorso del cliente come è oggi, non come lo si racconta, e si segnano i punti in cui si rompe. Se vuoi capire cos'è lo strumento, la pagina di riferimento sul Service Blueprint è scritta per te.

Prima parliamo → Tutte le sette tappe

Da «lo lascio al caso» a «l'ho progettato».

Lavori bene e lo prometti. Ma ciò che il cliente vive dopo il sì lo lasci al caso, e il passaparola pure. La mappa cambia questo: mette sul tavolo, casella per casella, cosa succede dal primo contatto a quando il cliente parla di te a qualcun altro. E rende visibile dove oggi resta solo.

È la tappa in cui il posizionamento smette di essere un documento e diventa una sequenza di momenti reali, ognuno con una physical evidence, una sensazione da produrre e qualcuno che se ne occupa.

Cosa succede nella giornata

Si disegna il journey: le tappe che il cliente attraversa. Si mettono i touchpoint: ogni momento in cui vi incontrate, di persona, per telefono, per posta, sullo schermo. Si compila la riga sensoriale, quella che nessun altro ha: cosa tocca, cosa vede, cosa sente in ogni tappa, e quale sensazione dovrebbe portarsi via.

Poi la diagnosi: i fail point, dove il servizio di solito si rompe; le attese, e quanto durano davvero; i silenzi, i tratti in cui il cliente non sente nessuno. Ogni casella vuota nella riga delle physical evidence è un cantiere.

La mappa esce datata perché è una fotografia: tra un anno se ne fa un'altra e si guarda cosa è cambiato.

A cosa serve nelle tappe successive

La lista dei cantieri è l'ordine del giorno del tavolo di regia: ogni artefatto della tappa 6 nasce da una colonna della mappa, e senza colonna non si fa. I touchpoint programmati della tappa 7 sono le caselle del «dopo» che oggi sono vuote.

Domande che ci fanno sempre

  • Perché al tavolo, con la carta, le persone parlano. Davanti a uno schermo guardano. La mappa vale per la conversazione che obbliga a fare; il diagramma in bella si fa dopo.

  • Chi eroga il servizio davvero: chi risponde al telefono, chi accoglie, chi consegna, chi fattura. Non solo chi decide. Le caselle sotto la linea di visibilità le conoscono loro.

  • La mappa vale da sola e puoi fermarti qui con diagnosi e cantieri in mano. Ma disegnarla senza aver fatto le tappe 1 e 2 vuol dire mappare un servizio che non ha ancora deciso cosa promette. Per chi vuole provare lo strumento prima del percorso c'è il workshop.

Prima parliamo. Poi decidiamo da quale tappa partire.

Prima parliamo →

Ti risponde Giorgio, non un modulo automatico. La prima conversazione dura circa mezz'ora, non costa nulla e serve a capire da quale tappa ha senso partire. Anche se la risposta è «non ancora».