Editoria e Pubblicazioni

Monografie.

Il libro di una cosa sola.

Partiamo dalla parola, perché è giusto che sia chiara: una «monografia» è semplicemente un libro dedicato a un solo argomento. Un progetto. Una collezione. Un luogo. I cinquant'anni dell'azienda. Non racconta tutto quello che fai: racconta a fondo una cosa sola. Ed è proprio per questo che funziona.

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Una monografia aperta: «il libro di una cosa sola» — Materia Prima Marketing

Dove entra in scena

Alla fine di qualcosa: la consegna di un lavoro importante, un anniversario, la chiusura di un progetto. È il momento in cui l'azienda ha appena fatto la cosa migliore di cui è capace… e il giorno dopo se ne ricordano già in pochi.

Che cosa ripara

  • Il caso studio in PDF che non apre nessuno
  • Il traguardo che passa, si festeggia e sparisce
  • Il lavoro migliore che hai fatto, di cui non resta nessuna traccia
  • L'anniversario ridotto a una cena e a un post

Che cosa deve farti sentire

Che quella cosa contava. Che è stata importante abbastanza da meritare un libro — e chi l'ha vissuta insieme a te (i clienti, i collaboratori, i fornitori) lo sente esattamente allo stesso modo.

Che cosa serve per farlo bene

Serve materiale vero, e serve raccoglierlo mentre succede. Le fotografie di cantiere, le date, i nomi, i disegni scartati, le facce. La monografia si prepara prima e si scrive dopo: chi ci pensa solo alla fine si ritrova con tre foto sfocate fatte col telefono… e non c'è impaginazione che tenga.

Chi la riceve, e perché non la butta

Una monografia non si distribuisce: si consegna. È il contrario esatto del volantino.

Va a chi ha fatto parte della storia — il cliente del progetto, i collaboratori, i fornitori, il sindaco se è il caso — e a chi vuoi che quella storia la conosca. Poche copie, ognuna con un nome. Molti la mettono in bacheca o in sala d'attesa: da lì continua a lavorare per anni, senza che tu debba fare più niente.

Ed è l'unico materiale di questa sezione che genera una reazione che non si compra: la persona che ci compare dentro lo mostra agli altri. Con una certa fierezza.

«Non è un po' autocelebrativo?»

Lo è, se parla di te. Non lo è, se parla del lavoro.

La differenza si vede alla prima pagina. La monografia sbagliata comincia con «la nostra azienda nasce nel 1974 dalla passione di…». Quella giusta comincia dal problema: che cosa c'era prima, che cosa non funzionava, che cosa si è dovuto inventare. La prima è un manifesto. La seconda è una storia — e le storie si leggono.

Regola che usiamo sempre, e non facciamo eccezioni: il protagonista non è l'azienda. È il lavoro. L'azienda esce benissimo lo stesso. Anzi: molto meglio.

Domande che ci fanno sempre

Che differenza c'è tra una monografia e un libro aziendale?

Il libro aziendale spiega come lavori e serve a farti scegliere: guarda avanti. La monografia racconta a fondo una cosa già fatta e serve a farla durare: guarda indietro. Molte aziende li fanno entrambi, in momenti diversi della loro storia.

Quando conviene farla?

Quando c'è qualcosa che merita di durare: un anniversario tondo, un progetto fuori scala, la fine di una collezione, un passaggio generazionale. Il momento giusto per decidere è però l'inizio, non la fine: solo così il materiale si raccoglie strada facendo.

Serve un fotografo?

Quasi sempre sì, ed è la voce che fa la differenza più di ogni altra. Una monografia è per metà immagini: se sono deboli, non c'è testo che la salvi. Meglio meno pagine con fotografie vere che tante pagine con immagini di repertorio.

Quante copie si stampano di solito?

Poche e mirate: da cento a cinquecento. La monografia non è un materiale da distribuzione, è un materiale da consegna. Vale più una copia data a mano alla persona giusta che duecento lasciate su un banchetto in fiera.

Un progetto senza libro finisce quando finisce. Un progetto con un libro comincia una seconda volta.

E adesso la domanda vera

In quale punto del percorso del tuo cliente vivrà questo materiale? Che cosa deve riparare? Che cosa deve fargli provare?

Se le risposte arrivano subito, benissimo: ci mettiamo al lavoro. Se non arrivano… allora non è ancora il momento di stampare. Si comincia dalla mappa — e te lo diciamo noi, anche quando ci costa l'ordine.

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