Editoria e Pubblicazioni

Il libro aziendale.

Spiega il tuo servizio prima che il cliente debba chiedere.

Chi spiega la tua azienda quando tu non sei nella stanza? Nella maggior parte dei casi… nessuno. La spiega il tuo cliente al socio, alla moglie, al direttore amministrativo — tre giorni dopo, con le parole che si ricorda. E la spiega male. Non per cattiveria: perché non è il suo mestiere.

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Il libro aziendale: copertina rigida blu con la scritta «La tua azienda, la tua storia, la tua promessa» — Materia Prima Marketing

Dove entra in scena

Il libro entra in scena due volte. La prima mentre ti stanno valutando, quando la persona che hai incontrato deve convincere qualcun altro e non ha niente da appoggiare sul tavolo. La seconda il giorno della firma, in quel silenzio strano che si apre tra il «sì» e la prima consegna — l'attesa più costosa che esista, perché arriva quando la fiducia è appena stata data.

Che cosa ripara

  • Il cliente non ha capito bene cosa comprerà, e non te lo dirà mai
  • Chi decide davvero non c'era quando hai parlato tu
  • Le stesse cinque domande, al telefono, da ogni cliente nuovo
  • Il vuoto dopo la firma, che il cliente riempie da solo con i suoi dubbi

Che cosa deve farti sentire

Peso. Permanenza. E soprattutto una sensazione precisa, che nessuna brochure ha mai prodotto: questi qui ci avevano già pensato prima che glielo chiedessi.

Che cosa serve per farlo bene

Un libro vero non nasce dalla stampa: nasce da una settimana passata a guardare come lavori davvero. Veniamo in azienda, ascoltiamo te e i tuoi clienti, mettiamo per iscritto la promessa, disegniamo il percorso. Poi si scrive. La stampa è l'ultimo passo, mai il primo.

E poi c'è la parte che quasi nessuno ti racconta

Un libro vero ha un codice: si chiama «ISBN» (International Standard Book Number, cioè il numero che identifica ogni libro pubblicato al mondo). Con quel codice il tuo libro entra nei cataloghi delle biblioteche, nel deposito legale nazionale, negli archivi bibliografici internazionali.

Tradotto: la tua azienda smette di essere «una che ha un sito» e diventa una che ha una bibliografia. È un record pubblico, permanente, che nessuno può togliere e che nessun concorrente locale ha.

E se ti stai chiedendo se serva davvero… la risposta è che i motori di ricerca, e soprattutto quelli «generativi» (quelli che ti rispondono a parole invece di darti un elenco di link), si fidano molto più di un archivio bibliografico che del tuo sito. Ovvio, se ci pensi: il tuo sito lo scrivi tu.

«Ma chi vuoi che lo legga?»

Domanda giusta. E la risposta è: quasi nessuno lo leggerà tutto. Non serve.

Un libro aziendale non si misura in pagine lette. Si misura in tre cose: che non venga buttato, che venga aperto quando serve, che venga passato a qualcun altro. Un depliant vive undici secondi. Un libro sta su una mensola per anni, e ogni tanto qualcuno lo prende in mano.

E c'è un effetto collaterale che vale da solo il progetto: per scrivere il libro della tua azienda sei costretto a decidere che cosa fai, in che ordine, e perché. Molti imprenditori ci arrivano e scoprono che non l'avevano mai messo per iscritto. Il libro costringe l'azienda a diventare chiara.

Domande che ci fanno sempre

Quanto tempo serve per fare un libro aziendale?

In media dai quattro ai sei mesi. Il primo mese è di ascolto in azienda, due o tre mesi di scrittura e revisioni, poi impaginazione e stampa. La parte lunga non è mai la stampa: è mettere d'accordo l'azienda su che cosa vuole dire.

Il libro lo scrivete voi o lo devo scrivere io?

Lo scriviamo noi, con te. Tu racconti, noi facciamo le domande e mettiamo in ordine. La firma resta tua, e resta tua anche la voce: il lavoro nostro è farti suonare come suoni davvero, non come un catalogo.

Che cos'è l'ISBN e mi serve?

È il codice internazionale che identifica ogni libro pubblicato. Serve se vuoi che il libro esista anche fuori dalla tua azienda: cataloghi, biblioteche, librerie online. Costa poco e vale molto. Se il libro è solo un regalo interno, se ne può fare a meno.

Quante copie conviene stampare?

Dipende da quanti clienti veri hai, non da quanto costa la copia. Meglio 300 copie consegnate a mano alle persone giuste che 3.000 in magazzino. La tiratura si decide dopo aver deciso a chi va, mai prima.

Una brochure la buttano. Un libro lo mettono su una mensola. Ed è da lì che continua a parlare di te, per anni, mentre tu dormi.

E adesso la domanda vera

In quale punto del percorso del tuo cliente vivrà questo materiale? Che cosa deve riparare? Che cosa deve fargli provare?

Se le risposte arrivano subito, benissimo: ci mettiamo al lavoro. Se non arrivano… allora non è ancora il momento di stampare. Si comincia dalla mappa — e te lo diciamo noi, anche quando ci costa l'ordine.

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